Vendesi Locale mq. 22 ad Arpino

Locale mq. 22  in via Belvedere 10 ad Arpino (Fr) più mura perimetrali, fronte strada, doppio ingresso, pavimento marmo, bagno, costruzione antisismica, vicino centro storico, vendesi con trattativa privata.

CONTATTI: 
tel.339.6445511 - 333.4340531

 

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La Torre di "Cicerone"

Apertura:  Sabato, Domenica e Festivi: Ore 10.00-12:30/15.00-18.00
Prenotazioni gruppi precostituiti: 329.7770903 - 349.8364612
Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Ingresso Libero - In caso di maltempo resterà chiusa

La Torre di Cicerone resterà chiusa per completamento lavori di ristrutturazione dal 5 novembre 7 dicembre 2018.
 
La Torre sorge sulla cosiddetta Acropoli di Arpino denominata nel catasto del 1581 Civitas Ciceroniana. Nell’antico borgo circondato dalle mura ciclopiche si riteneva fosse collocata la residenza di proprietà della famiglia dei Tulli di Cicerone, ereditata da Quinto, fratello del grande scrittore. La Torre fu quindi compresa nel borgo ciceroniano e considerata come una parte residuale. Tuttavia le primi indagini ottocentesche non rivelarono alcuna zona residenziale ma poterono constatare soltanto la sopravvivenza di una toponomastica che individuava un muraglione denominato di Cicero e una via Cicera tramandati dalla tradizione orale. Da quel momento la Torre venne denominata di Cicerone.

La Torre ha una pianta quadrangolare che misura circa 16 metri per lato, rafforzata sul lato sud-orientale da un muro a scarpa e arricchita da un ballatoio esterno che conduce all’ingresso sul piano mediano. Sul profilo esterno dei lati si aprono finestre a feritoia, nella parte inferiore, e aperture quadrangolari di dimensioni maggiori nei piani superiori.Ampiamente risarcita nel tempo da rifacimenti e interventi conservativi, all’interno è divisa in due piani. L’ingresso dal ballatoio esterno conduce al piano mediano sulla cui sinistra è conservato un ampio elemento architettonico che potrebbe configurarsi come l’architrave di un camino angolare di cui restano a parete tracce della canna fumaria. Nel piano superiore sopravvive ancora l’attacco angolare della volta presumibilmente a crociera.

L’analisi della muratura originaria, la tipologia dei pochi resti dei sistemi di copertura sopravvissuti consente di stabilire l’origine medievale della Torre; la collocazione in prossimità della porta urbica e nell’angolo nord-ovest della cinta muraria di Civitavecchia ne identifica il ruolo centrale nel sistema difensivo.

Nel Duecento il territorio arpinate venne coinvolto nelle guerre di conquista degli imperatori svevi. Prima Federico II poi Corrado IV aggredirono la città che nel 1252 fu distrutta e incendiata. I danni seppure dovettero essere molto rilevanti non portarono in realtà alla distruzione di Arpino così come descritta dalla storiografia successiva, tuttavia la città fu molto danneggiata soprattutto nella parte inferiore.
 
Il successivo periodo angioino inaugurò per Arpino un lungo momento storico positivo. La città assunse subito il ruolo di fondamentale avamposto verso i territori della Chiesa e quindi divenne cardine centrale del sistema difensivo del territorio angioino sulla Valle del Liri e in direzione del versante abruzzese.

Un documento del 28 novembre 1269 attesta una richiesta di pagamento di tributi da parte di Carlo I d’Angiò in cui per la prima volta viene ricordato il castrum di Civitavecchia stabilendo l’esistenza di una fortificazione (In Castro Civite Veteris de Arpino) con un castellano (scutifer) e sei inservienti.

La costruzione della Torre, il rinforzo e il rinnovamento del castrum dovettero avvenire in questi primi anni dell’epoca angioina, quando dopo la distruzione della città sul colle inferiore di Falconara si procedette al ritorno della popolazione e alla necessità di nuove e potenti sistemi di difesa che molto probabilmente riguardarono anche il colle di Civitavecchia.

Il borgo di Civitavecchia era tuttavia documentato anche da un atto rogato nell’agosto 1076 che ne accerta l’esistenza in epoca altomedievale, mentre agli inizi del Trecento vengono annoverate le due chiese di San Vito e di San Giovanni. L’analisi della zona circostante la Torre consente di stabilire l’esistenza di un castrum medievale che venne organizzato sfruttando lo spigolo nord-occidentale delle mura ciclopiche, nei pressi della porta urbica ancora oggi conservata. La Torre costituiva il perno del nuovo sistema difensivo che prevedeva un ampio fossato verso il borgo e una recinzione rettilinea posta a rinforzo dell’altura naturale con due torrioni di cui restano corpose tracce in corrispondenza del fossato. Lo sfruttamento delle mura antiche è testimoniato da alcuni brevi tratti rinnovati, riconoscibili dalla diversa tessitura muraria, che dovettero essere inseriti per un probabile crollo del recinto originario.

L’intervento tuttavia più rilevante di epoca medievale fu la chiusura dell’antica porta arcaica a sesto acuto che venne inglobata in un ampio torrione semicircolare di cui si conservano ampi resti. Ritenuta evidentemente poco adatta alle esigenze di difesa dell’epoca venne disattivata e probabilmente si procedette alla apertura della nuova porta urbica posta di fianco alla Torre e in prossimità del castrum che ne provvedeva alla difesa. Poco di fronte la Torre è una cisterna di modeste dimensioni che doveva assicurare la riserva idrica del castrum.
 
La Torre di Cicerone

 L'Acropoli di Civitavecchia e la Torre di Cicerone

Dov'è Arpino

Panorama di Arpino (Fr)

Adagiata su di un sistema collinare che si erge improvviso sulla vallata, Arpino offre il suo profilo inconfondibile al visitatore che vi giunge. Man mano che ci si avvicina alla cittadina, circondata da una campagna prospera di uliveti secolari, si fa più netto il contorno imponente del Castello di Ladislao con la chiesetta della Madonna di Loreto, e si distinguono le sagome degli edifici sulle quali svetta il campanile barocco di S. Maria di Civita. Siamo sul versante sinistro della Media Valle del Liri, prossimi alle estreme propaggini dell’Appennino centrale. Situata ad un’altezza media di 450 m s.l.m., Arpino gode di un clima asciutto e gradevole, che la rende una “stazione climatica” ideale per chiunque desideri sfuggire all’atmosfera soffocante ed inquinata delle grandi città.

Arpino conta circa 8000 abitanti, distribuiti tra il centro storico e le numerose frazioni e contrade sparse per la campagna circostante. Il territorio arpinate, in gran parte destinato all’agricoltura ma ancora ricco di boschi e di natura intatta, è molto vasto (circa 55 kmq) e l’altitudine, in località Montecoccioli, supera gli 800 m. Sovrasta il centro storico la splendida Acropoli di Civitavecchia (650 m), il cuore antico di Arpino, chiusa dalle maestose mura megalitiche.

Là si erge, a sorvegliare l’intero territorio, la mole severa della Torre di Cicerone. Già, perché la nostra città ha dato i natali al grande oratore, come anche al celebre condottiero Caio Mario.

Da Arpino è possibile raggiungere agevolmente il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise la Riserva Naturale del Lago di Posta Fibreno, l’Abbazia di Casamari, l’Abbazia di Montecassino.


La Mappa

Cartina Arpino

 

Torrioni Medievali

 n1TORRIONI MEDIEVALI
Addossati dagli Angiò alle mura poligonali nel XIII secolo per fortificare ulteriormente l'antico insediamento.

Chiesa Madonna di Loreto n2CHIESA DI S. MARIA DI LORETO
Edificata nel XVIII sec.  sulle rovine di una torre poligonale.Custodisce due grandi affreschi del Cassevano.
Castello di Ladislao 3CASTELLO DI RE LADISLAO
XIII sec., assunse l'attuale denominazione dopo il soggiorno del re di Napoli Ladislao d'Angiò Durazzo.Oggi è sede della Fondazione Umberto Mastroianni.
Chiesa di San Rocco 4CHIESA DI S. ROCCO
Realizzata nel XVII sec.  inglobando uno dei torrioni della cinta muraria
Chiesa Santa Maria di Civita 5CHIESA DI SANTA MARIA DI CIVITA
Edificata sulle rovine di un tempio pagano,custodisce due dipinti del Cavalier d'Arpino e la macchina processionale e il Martirologio.
6 tulliano (6LICEO E CONVITTO NAZ. TULLIANO
Fondato nel 1814 dall'allora Re di Napoli Gioacchino Murat che lo costituì "Collegio con Convitto
Auditorium Pietro Cossa 7AUDITORIUM P. COSSA
Ex Chiesa della S. Croce oggi adibita a sala convegni.
ico 2 8FONTANA DELL’AQUILA ROMANA
XVII sec. Posta tra le due strade che conducono a Civita Falconara, raffigura lo stemma d'Arpino.
ico 2 9CHIESA DI S. MARIA DELLE GRAZIE
Di essa si ha notizia storica per il patto ivi firmato nel 1463 fra il Papa Pio II Piccolomini, gli Aragonesi e gli Angioini.
Casa del Cavalier d'Arpino 10CASA del CAVALIERD’ARPINO
La casa conserva affreschi attribuiti da Röttgen alla famiglia del Cav. d’Arpino e decorazioni originali del 1600
Statua di San Francesco Saverio Maria Bianchi  11MONUMENTO S. FRANCESCO
SAVERIO M. BIANCHI
La statua bronzea del Santo barnabita risale al 1977 ed è opera dell'artista Pietro Giambelluca.
Chiesa di San Michele Arcangelo 12COLLEGIATA DI  S. MICHELE ARCANGELO
Costruita sull'area di un tempio pagano dedicato ad Apollo e alle 9 Muse, conserva importanti opere del Cavalier D'Arpino.
Decumano Romano 13DECUMANO ROMANO
Sorta sul sito dell'antico forum romano, da sempre ha rappresentato il salotto di Arpino.
Palazzo Bonconpagni  14PALAZZO BONCOMPAGNI,MUSEO DELLA LIUTERIA, BASSORILIEVO FUFIDI
Appartenuto ai Boncompagni, feudatari di Arpino dal 1583 al 1796. Oggi è sede anche del Museo della Liuteria.
STATUA DI CICERONE.
Chiesa San Carlo  15EX CHIESA DEI SS. CARLO E FILIPPO
Chiesa settecentesca alla quale era annesso il collegio di S. Carlo
Chiesa della Pietà n16CHIESA DI S. MARIA DELLA PIETÀ
Risale al XVI sec.
Di recente scoperta un affresco della Pietà del
XVII sec.
Chiesa di San Domenico 17EX CHIESA DI S. DOMENICO
Oggi sconsacrata, ospita il Museo dell'Archeologia industriale e dell'Arte della Lana dove sono esposte le attrezzature d'epoca provenienti dal lanificio Diodati
Esposta anche la donazione Iafrate
Porta dell'Arco n18PORTA DELL’ARCO
Detta anche Porta romana, sostituisce quella più antica che si apriva nella cinta muraria
Chiesa di San Girolamo n19  CHIESA DI S. GIROLAMO
Sita sul versante meridionale del Monte di Civitavecchia, è stata luogo eremitico 
Palazzo Sangermano 20 PALAZZO SANGERMANO
Costruito tra il 1879 e il 1884, circondato da un ampio parco, fu sede della "Scuola Apostolica   
Venerabile Castelli" dei Padri Barnabiti. Nel salone delle feste custodisce lo splendido affresco di Giuseppe Sciuti “L’Aurora”.
Porta del Ponte 21 PORTA DEL PONTE
Rifacimento medievale dell'antica Porta sud, alla sua sinistra si arrampicano le Gradelle Torrione
Chiesa di San Antonio 22  CHIESA DI S. ANTONIO
Di origine francescana appartenne anche ai Padri Trinitari. Conserva opere del Cavalier d'Arpino, F.Solimena, S.Conca e Guarino.
Acropoli di Civitavecchia n23ACROPOLI DI CIVITAVECCHIA
E TORRE MEDIEVALE DETTA DI CICERONE
Antico centro volsco raccolto entro una barriera di mura poligonali risalenti al VII-V secolo a.C. costituite da enormi monoliti di puddinga.
Acropoli di Civitavecchia n24ARCO A SESTO ACUTO
Porta d'ingresso all'acropoli di Civitavecchia che lo Schmidt fa risalire al  VII-VI sec. a.C Questo prodigioso monumento è alto 4,20 metri ed è formato da blocchi sovrapposti che si restringono verso la cima.
Chiesa del Santissimo Crocifisso 25 CHIESA DEL SS. CROCIFISSO - SS. TRINITÀ
Fu fatta costruire nel 1720 dal Cardinale Giuseppe Pesce, maestro e rettore della Cappella Pontificia
Porta Medievale 26PORTA MEDIEVALE
Attuale ingresso all'Acropoli di Civitavecchia
Monumento all'emigrante 27MONUMENTO ALL’EMIGRANTE
realizzato dall’artista Giuseppe Ranaldi.
Chiesa di San Vito  n28 CHIESA DI S. VITO
Situata nell'acropoli di Civitavecchia, risale al XVI sec. Vi si conservano una tela del Cavalier D'Arpino e la statua di San Vito dello Stolz.
Elogio a Caio Mario  n29 ELOGIO A CAIO MARIO
Il testo è  un elogio a Caio Mario e  vengono menzionati i sette consolati e le altre cariche del cursus honorum: la pretura, il tribunato della plebe, la questura, l’augurato e il tribunato militare.
Porta del Lupo n30 PORTA DEL LUPO
Antica porta in opera poligonale, situata alle pendici del colle, a ridosso del quartiere Arco, a forma architravata.
Archicenobio Benedettino 31 ARCHICENOBIO BENEDETTINO S. ANDREA
Nel quartiere Colle è un monastero di clausura femminile. In esso si conserva il crocifisso Christus Triumphans (XV sec.)
Chiesa di San Andrea 32CHIESA DI S. ANDREA
Adiacente all'Archicenobio fu distrutta e ricostruita nel XIII sec.
Vi si conserva una pala d'altare del Cavalier d'Arpino.
Porta Napoli n33  PORTA NAPOLI
Detta anche Porta Saturno, medievale, è formata da due aperture ad ogiva, una porta ed una anti porta.
Libro di Pietra n34 LIBRO DI PIETRA
In diversi angoli della città
Riproduzioni su pietra di poesie che famosi poeti contemporanei, ospiti di Arpino, dedicano alla città. Un progetto ideato da
M. Struffi e G. Bonaviri.
Tomba di Saturno 35 TOMBA DI SATURNO
Resti di monumenti funerario che la tradizione identifica come la tomba del Dio Saturno.
Statua di Caio Mario 36 CAIO MARIO
Condottiero, riformatore dell’esercito romano e 7 volte Console di Roma (nessun altro prima di lui, era stato tante volte innalzato alla suprema carica della Repubblica)
casa rotondi 37CASA NATALE DI PASQUALE ROTONDI
Critico d’arte e direttore dell’Ist. Centrale per il Restauro, durante la Seconda Guerra Mondiale salvò migliaia di opere d’arte dalle razzie dei nazisti
       

L'Acropoli di Civitavecchia

Informazioni Utili Come si raggiunge:  Da Arpino seguire le indicazioni per Casalvieri. Dopo 3 km, a destra, ingresso all'Acropoli. Si consiglia lasciare la macchina fuori del borgo nel comodo parcheggio antistante l'ingresso


Arco a Sesto Acuto Storia e leggenda s'intrecciano nelle vicende di Arpinum, ma ancor più in quelle della Civitas Vetus, l'Acropoli. Piccolo centro di umanità secolare, raccolta entro una barriera di mura megalitiche essa irradia ancora, per il turista che la raggiunge, suggestioni e testimonianze di una vita arcaica. Civitavecchia fu, probabilmente, il nucleo originario del primitivo insediamento volsco (popolo del VII-VI sec. a.C.), fondato per necessità di difesa su un luogo alto e dirupato e poi circondato da possenti mura. Infatti altri popoli italici, quali i Marsi e i Sanniti ne premevano e minacciavano la sicurezza e i beni.

La grandiosità di queste mura, che si trovano pure in altri paesi dei Volsci (Atina, Aquinum, Sora, Signia, Arcis) e degli Ernici (Aletrium), ha suggerito alla fantasia popolare il nome di mura pelasgiche (in ricordo dei preellenici, mitici Pelasgi) o ciclopiche (i giganti omerici). E', però, più giusto chiamare questo tipo di mura "poligonali" proprio per la forma che presentano gli enormi massi, sovrapposti l'uno sull'altro senza alcun legame di malta.

Le mura poligonali di Arpino si dipartono da Civitavecchia all'altezza di 627 metri e scendono giù per il declivio fino ad abbracciare e chiudere la città nell'altra minore altura (Civita Falconara). Esse non hanno fondazioni e sono costituite da enormi monoliti di puddinga del pleistocenico, materiale i cui banchi disseminati nell' intero versante nord della propaggine montana e quindi anche in vicinanza del sito arcaico. La muraglia,  in origine, si estendeva per 3 km, ma oggi ne rimangono circa 1,5 km ed in alcuni punti si presenta inglobata nelle case. Restaurata nell' età sannitica, poi romana e medioevale con l' aggiunta di torri e di porte, dimostra una serie ininterrotta di vicende storiche.


La datazione delle mura di Civitavecchia trova discordi gli studiosi: lo Schmidt le fa risalire al VII-VI sec. a.C., il Sommella le dice di epoca romana. Tito Livio (IV, 57,7) ci dà notizie di rocche ciclopiche volsche esistenti già nel 408 a.C.. Della tesi dello Schmidt si fa assertore anche il Morricone ("Arpino Arcaica") rilevando la possibilità delle influenze greche sui nostri antichi territori, dovute agli scambi commerciali e culturali attraverso le valli fluviali del Volturno e del Liri (corsi d'acqua questi, in antico, quasi certamente in parte navigabili) che dalla Campania portavano al massiccio della Meta, ricco di minerali.


Torre di "Cicerone" Certamente l'arco a sesto acuto, porta arcaica d'ingresso all'Acropoli, rievoca in maniera determinante il sistema costruttivo delle gallerie di Tirinto e Micene. Questo prodigioso monumento è alto 4,20 metri ed è formato da blocchi sovrapposti che si restringono verso la cima, tagliati obliquamente sul lato interno. In epoca medievale fu chiuso in un bastione semicircolare, ora per metà demolito.

In alcune fotografie, precedenti al restauro del 1960, si presenta con un pilastro centrale che serviva da sostegno. Un'altra porta d'accesso al complesso fortificato è situata alle pendici del colle, a ridosso del quartiere Arco. Si ipotizza fosse usata come accesso inferiore all'acropoli. A differenza dell'arco a sesto acuto questa porta, battezzata come "Porta Tana del Lupo", ha forma architravata e massi poligonali ben definiti con facciavista regolare. Interessante è la cava situata accanto al muro perimetrale utilizzata per l'estrazione del materiale per realizzare i ciclopici massi.

Non abbiamo testimonianze architettoniche o storiche del periodo romano in Civita Vecchia, ma un'antica credenza vuole collegarla al grande Arpinate. Forse la tradizione tramandataci da Plutarco e Silio Italico che Cicerone discendesse dal re volsco Tullio Attio, fece ritenere che proprio lì, nel primitivo insediamento, fosse l'origine dei Tulli.

Civitas Ciceroniana venne indicata, infatti, nel catasto di Arpino del 1581; "Torre di Cicerone" viene chiamata la torre medioevale del luogo; ma soprattutto si volle credere che in Civita Vecchia fosse la casa degli avi di Cicerone, ereditata poi dal fratello Quinto. Credenza che portò la studiosa Marianna Dionigi all'inizio del 1800 fin sull'antica rocca. Il suo sogno romantico, però, rimase deluso perché non trovò traccia della casa di Cicerone, se non costruzioni recenti, un muro che la tradizione orale chiamava Cicero e un sentiero lastricato detto Via Cicera.


Reali sono invece le testimonianze del Medioevo. Entrando dalla Porta, costruita dopo l'inglobamento di quella arcaica in un torrione circolare che ne aveva impedito l'accesso al borgo, troviamo, a sinistra, un'alta torre quadrangolare eretta a difesa di un recinto che costituiva il castrum, racchiuso da mura medioevali, oggi ruderi. In esso una cisterna assicurava il rifornimento idrico.

Divenuta Arpino baluardo della Chiesa verso il Sud dell' Italia, dopo il 1215, le mura che scendevano da Civita Vecchia verso Arpino vennero rafforzate e completate con torri quadrate e rotonde, con bastioni forniti di casematte collegati da cammini di ronda. Una comoda passeggiata panoramica, che si diparte dal centro del borgo, ci fa ammirare da vicino queste storiche costruzioni.

Chiesa di San Vito A fianco dell'arco a sesto acuto incontriamo un gioiello settecentesco: la chiesa della SS. Trinità o del Simulacro del Crocifisso. Ancora oggi di proprietà della famiglia Pesce, essa fu fatta costruire nel 1720 dal Cardinale Giuseppe Pesce, maestro e rettore della Cappella Pontificia.

E' di stile romanico con pianta a croce greca. La cupola è sollevata su quattro pilastri centrali. Il paliotto dell'altare, dipinto con i fiori, fa da sfondo alla piccola chiesa. A fianco, due grandi affreschi: a destra L'Immacolata, a sinistra S. Giuseppe. Per il cardinale Pesce operò in Arpino, dove morì nel 1779, lo scultore in legno il tirolese Michele Stolz che fu per molto tempo suo ospite nella casa di Civitavecchia. Scolpì la statua di San Vito, il simulacro della Crocefissione, la statuetta della Concezione oltre numerose altre opere per le chiese di Arpino.Il linguaggio stilistico dello Stolz fu decisamente rococò d'impronta napoletana.

Proseguendo per la stradina che taglia in due il borgo, lastricato dai piccoli tipici ciottoli, incontriamo al numero civico 6 un antico Palazzo che presenta una curiosità: ai lati del portone d'ingresso due scivoli permettavano ai "bravi" del padrone di casa di tenere sotto bersaglio gli ospiti indesiderati o malintenzionati.

Si arriva, poi, alla chiesa di S.Vito del XVI secolo, a tre navate. Sull'altare maggiore si possono ammirare una tela del Cavalier d'Arpino raffigurante S. Vito, S.Crescenza e S. Modesto e la già citata statua di S.Vito dello Stolz.

Usciti dalla chiesa, prendendo a sinistra la stradina di fronte, concludiamo questo breve viaggio attraverso i luoghi, il tempo, i monumenti di Civitavecchia nella piccola rotonda-belvedere che si affaccia sulla valle sottostante. Di qui l'ampiezza dell'orizzonte, le pendici della rocca rivestita di querce ed olivi, il silenzio che regna tutto intorno sovrano sono di grande suggestione.



La Storia

La Tomba di SaturnoLe origini di Arpino si perdono nella notte dei tempi. Narra la leggenda che essa sarebbe stata fondata dal dio Saturno, protettore delle messi, così come altri centri della Ciociaria (Alatri, Ferentino, Atina, Anagni). I suoi primi abitatori furono identificati con i mitici Pelasgi, la popolazione preellenica alla quale la tradizione attribuisce la realizzazione del gigantesco sistema fortificato delle "mura ciclopiche", dette per questo "pelasgiche", ancora oggi visibile in località Civitavecchia e in numerosi punti dell'abitato cittadino.

In realtà, i primi ad insediarsi nella zona furono i Volsci, la cui presenza è documentata sin dal VII sec. a.C. Conquistata dai Sanniti nel IV sec. a.C., passò dopo breve tempo sotto il dominio di Roma, con il diritto di civitas sine suffragio. La città divenne così il centro di irradiazione della civiltà romana nella Valle del Liri. Nel 188 a.C. ottenne a pieno titolo il diritto alla cittadinanza romana, diventando civitas cum suffragio, grazie anche al contributo in termini di uomini che Arpino dette a Roma nella guerra contro Annibale.
 
Durante il consolato di Caio Mario l'Ager Arpinas (il territorio del municipium arpinate) si estendeva dal villaggio di Cereatae Marianae, l'odierna Casamari, fino ad Arce. Con l'età imperiale la città conobbe un periodo di declino.
 
Durante l' Alto Medioevo Arpino fu più volte territorio di conquista: nel 702 cadde sotto il dominio del duca longobardo di Benevento, Gisulfo I. Nell' 860 fu presa dai Franchi al comando del conte Guido, quindi seguirono l'invasione degli Ungari e le devastanti incursioni dei Saraceni al principio del X secolo.
Mura Ciclopiche
 
Dopo l'anno mille Arpino fu dominio normanno con Roberto, duca di Caserta. Nel XIII sec. , con l'arrivo nell'Italia meridionale degli Svevi, subì drammatiche distruzioni ad opera di Federico II (1229) e di Corrado IV (1252). Quest'ultima incursione, culminata in un rovinoso incendio, cancellò molte delle antiche vestigia romane conservate nella città e costrinse la popolazione superstite a rifugiarsi nella vicina località fortificata di Montenero.

Con la conquista del Regno di Napoli da parte degli Angiò, nel 1265, Arpino conobbe una significativa ripresa. A questo periodo risalgono infatti molte opere di fortificazione, tra le quali i torrioni e i castelli di Civitavecchia e di Civita Falconara.

Nel corso del XIV secolo fu feudo della famiglia degli Etendard e dei Cantelmi. Nel 1409 il re di Napoli Ladislao d'Angiò-Durazzo le concesse il privilegio di città demaniale, sottraendola così alla giurisdizione feudale. Il sovrano vi stabilì anche una guarnigione militare, che si insediò nel castello ancora oggi denominato "Castello di Ladislao" sovrastante la rocca di Civita Falconara. Il re trascorreva lunghi periodi nel castello arpinate, punto strategico per la difesa dei confini settentrionali del Regno.

Durante il conflitto tra Angioini ed Aragonesi (1458-1464), papa Pio II, celebre cultore del mondo classico, ordinò alle sue truppe di risparmiare dal saccheggio Arpino, sostenitrice degli Angiò, in memoria dei suoi due illustri cittadini, Cicerone e Caio Mario.

Dalla fine del XV secolo la città appartenne alla famiglia dei Marchesi d'Avalos, e nel corso del Cinquecento vi soggiornò più volte Vittoria Colonna, moglie del marchese Francesco Ferrante d'Avalos, poetessa, intellettuale, amica e confidente di Michelangelo Buonarroti.

Panorama di Arpino visto da CivitavecchiaAcquistata dai duchi Boncompagni nel 1583, entrò a far parte del territorio del ducato di Sora e vi rimase fino al 1796. I secoli XVII e XVIII videro la sua massima espansione economica e demografica, sostenuta dallo sviluppo delle sue manifatture laniere, grazie alle quali il nome di Arpino divenne celebre in tutta l'Europa del tempo come sinonimo di fervida città industriale. Sorsero e prosperarono lanifici all' avanguardia per le tecniche di lavorazione, e pressoché tutta la popolazione fu impegnata nell' attività produttiva.
Divenne inoltre un rinomato centro di cultura e di istruzione, dove fiorì un eccellente collegio gestito dai padri Barnabiti.

Nel 1796 tornò a far parte a pieno titolo del Regno di Napoli, del quale condivise le sorti. Nel 1799 subì le drammatiche conseguenze della guerra tra i francesi sostenitori della Repubblica Partenopea ed i filoborbonici. Nel 1814 Gioacchino Murat, allora Re di Napoli, vi istituì il Convitto Tulliano, sul modello dei licei francesi.
Con l'Unità d'Italia Arpino si trovò a condividere con il resto dell' ex Regno borbonico i problemi e le contraddizioni dell' unificazione. La decadenza dell'industria laniera e la contrazione dello sviluppo economico provocarono un forte flusso migratorio dei suoi abitanti verso il nord Europa e l'America.

Nel 1927 la città entrò a far parte della neo-costituita provincia di Frosinone. I tristi eventi della Seconda Guerra Mondiale segnarono tragicamente Arpino, che nel maggio 1944, in località Collecarino, fu teatro di un eccidio di cittadini inermi per mano delle truppe tedesche.
Oggi la conformazione della città, risultato della sovrapposizione di tanti insediamenti successivi, ricorda la forma di una ics: sulle quattro propaggini si trovano i quartieri Colle, Civita Falconara, Arco e Ponte, che si congiungono al centro nella Piazza Municipio, cuore della città. La struttura attuale è fortemente condizionata dall'impianto sette-ottocentesco, che coincise con il momento di massima fioritura di Arpino nell'economia, nelle lettere e nelle arti.
Tracce di caratteri medievali si possono individuare ancora oggi negli edifici sacri e nelle abitazioni signorili, oltre che nei resti delle fortificazioni.
 
 

Lo Stemma di Arpino

Stemma di Arpino
Un' aquila in procinto di spiccare il volo da due torri, tra le quali scorre un fiume. In alto un cartiglio che reca la scritta: "Hinc ad imperium", "di qui all'impero".

 Lo stemma di Arpino, attestato fin dal XVII secolo, si presta a due interpretazioni: per la prima le due torri rappresentano Cicerone e Caio Mario, i due più illustri Arpinati, eroici difensori della res publica dalla quale sorse l' Impero Romano, simboleggiato dall’'aquila. Il fiume sarebbe da identificarsi con il Fibreno.

 La seconda individua nelle due torri le due alture di Civitavecchia e di Civita Falconara (primi nuclei abitati della città), nel fiume il torrente Reviéte e nell'aquila il simbolo che Caio Mario avrebbe fatto collocare sulle insegne delle legioni romane.

 


Come si raggiunge

Arpino dista 30 km da Frosinone, ed è situata alla stessa distanza da Roma e da Napoli (circa 120 km). E’ facilmente raggiungibile anche dall’Abruzzo e dal versante Adriatico.

From Address:
In auto:
- Da Roma: autostrada A1 (Milano-Napoli), uscita Ferentino. Si imbocca poi la superstrada Frosinone-Sora, uscita Castelliri (15 km). Di qui si seguono le indicazioni per Arpino (10 km circa).

-
Da Napoli: autostrada A1 (Milano-Napoli), uscita Ceprano. Si seguono le indicazioni per Arce-Sora fino alla S.S. 82 della Valle del Liri (circa 6 km). Si percorrono ancora 7 km in direzione Sora fino al bivio per Arpino.


-
Dal versante adriatico: autostrade A24 (Roma-Teramo) e A25 (Roma-Pescara), uscita Avezzano. Si prende la superstrada Avezzano-Sora-Cassino, uscita Broccostella e si seguono le indicazioni (circa 9 km).

In treno:

Linea Roma-Napoli via Cassino, fermata Frosinone.

In pullman:
Il servizio CO.TRA.L. è attivo tutti i giorni da Roma-Piazzale Anagnina per Frosinone e per Sora, con corse in coincidenza per Arpino ad Isola del Liri. Le corse Sora-Isola del Liri-Arpino sono più frequenti durante il periodo scolastico e in concomitanza con gli orari di lavoro.

Informazioni Utili

Orario Treni  - Info: Tel. 892021-063000
Orari Bus CoTral (da/e verso Roma,Frosinone,Sora,Arpino) - Info Cotral:
Aereoporto di Fiumicino
Aereoporto di Ciampino
Aereoporto di Napoli

Info Traffico Autostrade



Orari circolari trasporto urbano:


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